La Tavola Rotonda: quanto emerso

By 12 Maggio 2026 Maggio 13th, 2026 No Comments

Hanno aperto l’incontro i saluti introduttivi dei nostri partner

  • Giovanni Carrara, Presidente di Confcooperative Milano e Navigli, padrone di casa, ha sottolineato la centralità strutturale del lavoro nel mondo cooperativo ma, allo stesso tempo, a necessità di non fermarsi a questo ma riprogettare modelli più efficaci per le organizzazioni e per le persone, fondati anche sul principio fondativo della mutualità;
  • Rossella Sacco, Portavoce del Forum del Terzo Settore Milano, che ha richiamato il titolo della Civil Week 2026, e sottolineato come le parole “Insieme” e “Fiducia” siano e debbano essere sempre di più elementi centrali nella costruzione di un lavoro giusto nel Terzo Settore;
  • Michele Alessi, Presidente di Fondazione Buon lavoro, che ha rimarcato come l’attenzione ad un Buon Lavoro sia essenziale per una Organizzazione del Terzo settore che voglia crescere anche come Buona Impresa.

I primi due relatori ci hanno aiutati a osservare il tema portando dati e informazioni di scenario:

  • La Prof. Francesca Coin, sociologa del lavoro e docente dell’Università di Parma, ha rappresentato dati e ricerche rispetto ai problemi del lavoro nella società contemporanea, accendendo un faro sulle nuove esigenze e aspettative delle persone, e in particolare delle generazioni dei più giovani. Anche nel lavoro sociale emergono segnali chiari – dimissioni, disingaggio, affaticamento diffuso – che interrogano sulla tenuta dei modelli organizzativi tradizionali. (scarica le slide dell’intervento)
  • Marco Cremonte, Direttore Area ETS di Goodpoint e Coach, ha presentato i risultati di sintesi di uno Studio realizzato da Goodpoint attraverso un questionario a 119 enti, interviste e osservazione diretta. Anche in questo caso, emerge una consapevolezza diffusa rispetto al problema e alle sue dimensioni principali (remunerazioni inadeguate, carichi di lavoro ingestibili, mancanza di riconoscimento), ma anche alcuni punti di forza (la persistenza della ricerca di senso nel lavoro, la forza della dimensione relazionale e collaborativa che in alcuni casi contraddistingue il terzo settore) che possono rappresentare un buon punto di ripartenza, su cui innestare strumenti e processi organizzativi più evoluti.

A seguire, Nicoletta Alessi, presidente di Goodpoint, ha condotto una tavola rotonda con 3 interlocutori portatori di altrettante prospettive diverse sul tema, con l’obiettivo di arricchire il quadro e far emergere possibili piste di lavoro per il futuro del Settore:

Stefano Arduini, Direttore Responsabile di Vita

  • Arduini apre con una visione positiva che è anche uno stimolo per il futuro: il terzo settore è e può ancora essere molto attrattivo per i giovani, che sempre di più cercano nel proprio lavoro un Senso: nel sociale il lavoro dei singoli può letteralmente cambiare la vita delle persone. La domanda è: gli Enti sono capaci di valorizzare abbastanza il senso che la loro missione è in grado di creare per ciascuno? E di riconoscere il contributo che ognuno può dare al raggiungimento della missione? Qui sta molto della chiave di volta per trasformare le difficoltà che molti evidenziano sul in termini di attrattività e retention, in un punto di forza del lavoro nel sociale.
  • Un problema però il Terzo Settore ce lo ha eccome, ed è un problema di riconoscimento: economico, ma prima ancora e soprattutto culturale. Per questo è necessario avviare una vera e propria battaglia per restituire dignità e valore al lavoro sociale, per la quale lancia una sfida: immaginate se per un giorno solo non esistesse. Nessuna cura degli anziani e dei disabili; niente scuole, ospedali, RSA; nessuna cura delle persone fragili. Tutto il carico sarebbe sulle famiglie, sui singoli, e di conseguenza sull’intera società. Il lavoro sicura risponde a un bisogno sociale, e in quanto tale va valorizzato (e pagato). Il primo passo di questa battaglia, promossa da Vita e dalle organizzazioni appartenenti al Comitato Editoriale, è il Manifesto del Lavoro Sociale

Cristina Toscano, Responsabile dei progetti di Capacity Building di Fondazione Cariplo

  • Portando il punto di vista dell’ente erogatore, Toscano sottolinea come anche gli strumenti della filantropia siano evoluti e stiano ancora evolvendo nella direzione di sostenere la capacità degli Enti di investire nel rinforzo dell’organizzazione. Fondazione Cariplo, in particolare, interviene anche direttamente nell’accompagnamento e nella formazione degli Enti, e ha avviato da ormai 6 anni un bando di Capacity Building che grazie al quale oltre 400 organizzazioni possono destinare risorse aggiuntive ai propri percorsi di crescita.
  • Da questo osservatorio, Toscano nota una crescente consapevolezza anche da parte degli Enti, che si riflette nella scelta di destinare risorse ad interventi di governance o di employer branding, ancora però non significativa in termini di numeri: la tendenza è sempre quella di presentare richieste a sostegno dell’attività di fundraising o commerciale, con un’ottica che rischia di incastrare nel breve periodo anziché costruire una prospettiva di crescita strategica.

Davide Damiano, Presidente Federsolidarietà Milano e Navigli

  • Ultimo a intervenire, Damiano porta sul palco la prospettiva dei giovani impegnati nel lavoro sociale, per i quali oggi la missione legata al lavoro è solo una delle componenti della propria realizzazione: “il lavoro deve essere lavoro, non vocazione, anche nel sociale”.
  • Come richiamato anche da Giovanni Carrara in apertura dell’incontro, ricorda che la cooperazione sociale ha dentro di sè molte delle cose che servono per costruire un senso che sia comune tra le persone che lavorano, e strutturalmente volto a “crescere insieme”, anziché “a discapito” degli altri.
  • Chiude citando le parole di Cesare Pavese (che al ritorno dal premio Strega disse “A Roma l’apoteosi. E poi?”): il terzo settore deve saper mostrare come la realizzazione individuale sia proprio da cercare in quel “poi”, non nella soddisfazione del momento, ma nella costruzione di un cambiamento sostenibile nel tempo.