Criteri ESG e selezione delle startup: il Metodo Doorway

By 29 Luglio 2021 No Comments

Doorway è la prima Fintech e l’unica piattaforma di Equity Investing in Italia ad avere adottato la qualifica giuridica di Società Benefit e la prima a integrare in modo sistemico l’analisi della rispondenza ai criteri ESG all’interno del processo di selezione dei Deal, affiancandola ai criteri di business.

La sostenibilità e il rispetto di criteri ESG sono aspetti sempre più seguiti e ricercati dagli investitori istituzionali o professionali nella scelta dell’allocazione degli investimenti in economia reale, come testimoniato anche da uno studio sviluppato da Blackstone. Questa preferenza si traduce in maggiori opportunità di exit per le imprese sostenibili e, potenzialmente, nell’ottenimento di multipli più elevati.

Anche la normativa europea, con il Regolamento Disclosure EU, si sta muovendo nella direzione di spingere i gestori a includere, nelle politiche di investimento, attività di valutazione e misurazione continuative dei fattori ESG nelle target sottostanti e a rendere note queste informazioni agli investitori.

Investire in imprese sostenibili non è quindi solo una scelta etica e responsabile, ma può tradursi anche in migliori opportunità di ritorno sull’investimento.

Doorway ESG Profile: la collaborazione con GoodPoint

Anticipando queste tendenze, all’inizio del 2021 Doorway ha avviato una collaborazione con GoodPoint, società di consulenza specializzata nella creazione di valore sostenibile, per realizzare un innovativo modello di valutazione ESG delle startup e scale up e integrarlo nel proprio percorso di selezione e validazione.

Il modello si basa sul framework della Buona Impresasviluppato da Fondazione Buon Lavoro, PwC e GoodPoint, rivisto per adattare il modello alle start up e creare un metodo proprietario di screening e valutazione che ha la propria sintesi nel Doorway ESG Profile.

Prima in Italia, Doorway ha integrato in modo sistemico questo modello operativo all’interno del percorso di selezione di ciascuna azienda con l’obiettivo di individuare non solo società ad elevato potenziale di exit, ma anche capace di creare valore per la società e in linea con i temi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Secondo Antonella Grassiglico-founder e CEO di Doorway, “compiendo questo passo importante, abbiamo voluto coniugare il nostro impegno di Società Benefit, teso a migliorare il nostro ambiente e contesto sociale, con la responsabilità verso i nostri investitori nella selezione di aziende in grado di offrire elevati potenziali di exit e di ritorni sull’investimento. Grazie al supporto di GoodPoint crediamo di avere messo a punto un modello unico che ci permette di promuovere alla nostra community di investitori aziende innovative ma anche sostenibili e rispettose dell’ambiente e del contesto sociale. Un aspetto importante che si può tradurre in una maggiore creazione di valore economico e sociale da cui tutti traggano beneficio”.

“Con Doorway condividiamo una visione di fondo” dichiara Nicoletta Alessi, partner di GoodPoint, “che ha reso particolarmente stimolante e gratificante il percorso fatto insieme: quella per cui l’attenzione all’impatto non è tanto qualcosa da associare all’attività di business, ma deve piuttosto diventare un modo diverso di fare impresa, fin dalla fase di progettazione. Innovazione e capacità di creare di valore sostenibile sono l’essenza delle start up selezionate da Doorway, e rappresentano allo stesso tempo la chiave del loro successo futuro e il principale impatto positivo che porteranno alla società.

L’impossibilità di fondare uno screening ESG sui dati di disclosure, legata alla fase di vita precoce delle aziende, ci ha portati a pensare un percorso totalmente nuovo che punta ad intercettare nel progetto stesso dell’impresa rischi e opportunità per la creazione di valore sociale e ambientale. L’obiettivo non è tanto quello di “valutare” ma anche e soprattutto di orientare e rendere più consapevoli gli imprenditori rispetto ad un elemento fortemente strategico per il loro futuro.”