Come si diventa Società Benefit

By 23 Novembre 2019 Dicembre 6th, 2019 No Comments

Come si diventa una Società Benefit?

Il primo passo per diventare Società Benefit è la definizione delle finalità di beneficio comune, che andranno inserite nel nuovo oggetto sociale. Si tratta di un’attività molto delicata che ha a che fare con la visione strategica a lungo termine dell’impresa e che avrà degli effetti sia sulla governance che sulle attività di rendicontazione annuale. Il beneficio comune è un impegno che la società si assume e che incide sulla responsabilità degli amministratori.

Le aziende di nuova costituzione possono nascere come Società Benefit semplicemente comunicandolo al notaio in fase di redazione dello statuto. Le imprese già esistenti devono convocare un’assemblea straordinaria per la modifica dello statuto e, successivamente, assumere la qualifica di Società Benefit, con l’aiuto di un notaio.

Quali sono gli adempimenti di una Società Benefit?

Oltre all’inserimento delle finalità di beneficio comune nello statuto, le Società Benefit devono:

  1. Nominare un responsabile della valutazione dell’impatto: il soggetto o i soggetti responsabili a cui affidare compiti volti al perseguimento delle finalità di beneficio comune e al bilanciamento dell’interesse dei soci e degli altri stakeholder.
  2. Redigere una relazione annuale: da allegare al bilancio e pubblicare sul sito internet della società, che includa:
    1. gli obiettivi specifici, le modalità e le azioni attuate per il perseguimento delle finalità di beneficio comune
    1. la valutazione dell’impatto generato, utilizzando lo standard esterno
    1. la descrizione dei nuovi obiettivi per l’esercizio successivo.

La valutazione dell’impatto (punto b di cui sopra) deve essere realizzata utilizzando uno standard che sia: esauriente e articolato nel valutare l’impatto, promosso da un soggetto terzo, credibile e trasparente. Ogni società è quindi libera di scegliere lo standard che preferisce (per esempio, il B Impact Assessment, il GRI, l’ISO 26000 o altri).

La vigilanza nel tempo relativa ai requisiti di trasparenza e veridicità è a cura dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato.